lunedì 31 agosto 2009

Bigger, Longer and Uncut, la madre di tutti gli Ailanto di Torino

Non capisco quale logica perversa possa portare a piantare e a mantenere in vita un'Ailanto, lasciandolo crescere e prosperare fino a raggiungere un'altezza di una ventina di metri e un diametro di un paio... sta di fatto che esiste.
L'ho visto, ho alzato un giorno gli occhi, perché la corteccia annerita da anni di smog mi aveva tratto in inganno, ho visto il più grosso esemplare di Ailanto che abbia visto fino ad ora, con la sua spavalda chioma che si allarga in tutte le direzioni, le sue foglie che garrule assorbono la luce del sole e i suoi polloni che lottano contro delle cannucce (Phragmites Australis).
Probabilmente è l'originatore dell'invasione della zona di Via Nizza, ma temo di poter fare poco contro questo gigante.

4 commenti:

Erbaviola.com ha detto...

ti stavo giusto pensando qualche giorno fa, quando ho visto che stavano piantumando il giardino di un palazzo nuovo a Bologna con delle piante di ailanto. Devo dire che però il primo pensiero è stato sulla furbizia del giardiniere che gliel'ha venduto... visto che 2 mt fuori bologna è pieno di ailanto e robinie

Alessandro ha detto...

stavano piantumando Ailanto?

ok, passi ancora il post di Nicola sulla biodiversità, ma piantumare ailanto... dimmi dov'è che faccio un salto :D

A. ha detto...

Contro un gigante? un buco nel tronco è del veleno sistemico. Solo se si tratta di ailanto.
Sai come si comporta l'ailanto nel suo habitat naturale? E' invasivo?

A. ha detto...

Ops, il mio commento è indecifrabile... volevo dire che per abbattere un grosso albero si può fare un buco nel tronco e mettere del veleno ad azione sistemica.