giovedì 29 ottobre 2009

Pit Stop - Qualche riflessione di percorso

Tutta questa ridda che c'è stata negli ultimi tempi sul tema Ailanto, chez Nicola in primis (dico in primis perché è fra i primi blog che leggo al mattino) e Mauri in ultimis (si dirà così?) mi induce inevitabilmente a riflettere su cosa sto facendo e quali sono i miei obiettivi in questo campo.
Sarà meglio fare le cose in ordine e partire dall'inizio, da quando piccolino andavo su un'altalena costruita da un prozio con ferri di recupero, che non si ribaltava perché legata ad una pianta altissima.
Sempre da piccolino mi divertivo con la mia zappetta mignon a rimuovere delle "erbacce" che spuntavano qua e là nel giardinetto rustico della casa di campagna dei nonni in cui passavo parte delle vacanze estive, quando venivo cacciato fuori dall'orto da mio nonno perché gli facevo buche
ovunque.
Anni dopo, quando io e mia sorella smisimo di andare sull'altalena per ragioni anagrafiche e anatomiche, mio padre decise che ne aveva abbastanza e tagliò quella pianta enorme, lasciandone solamente il ceppo.
Bisogna anche dire che questa pianta era sistemata al confine con la proprietà del fratello del nonno, che finché è stato in vita ha sempre curato le "rive" e i prati, tagliando l'erba e le "erbacce" che spuntavano dalla sua parte.
Con la morte di mio nonno prima e di suo fratello poi, la generazione successiva si è interessata poco (mio padre) o nulla (i cugini) alla gestione oculata dei terreni e le erbacce sono cresciute in numero e dimensione.
Questo finché ho preso coscienza.
La mia coscienza, dall'11 marzo di quest'anno ha il nome di Cloe, e come tutti i padri ho un sacco di visioni e di progetti per il suo futuro.
La mia visione è che voglio fare quanto più possibile nel mio piccolo per migliorare il mondo in cui lei vivrà, per non lasciarle la stessa eredità che i nostri genitori stanno lasciando a noi, riportare un po' di equilibrio.
Da qualche parte bisogna pur iniziare e non voglio predicare bene e razzolare male, per cui inizio dal mio piccolo, dai luoghi della vita quotidiana e feriale, per questo inizio puntando all'eradicazione totale dell'Ailanto dai terreni in cui la mia piccolina andrà a correre
(o almeno spero) la prossima estate.
Non voglio fare come quei genitori che evitano qualsiasi esperienza o contatto con il mondo esterno ai bambini per "proteggerli", lei potrà
mangiare la terra e pacioccare con le zolle se ne avrà voglia, ma preferirei evitare di trovarmela con un rigetto di Ailanto in bocca visto che secerne la famosa tossina (questo non lo potete negare!).
Se poi nel mio percorso mi capita di trovare altre piante e di avere la possibilità, con metodi diretti o indiretti di eradicarli, ammetto che questo mi fa sentire meglio, sento di aver fatto qualcosa anche se per poco.
Ci sono mille modi migliori per lasciare il segno o migliorare il mondo, sto provando anche con la politica visto che quello è un canale dei più potenti, sull'onda del "se non puoi combatterli...", scegliendo quello che reputo il meno peggio, cioè Antonio "benedettoIddio" DiPietro, e iniziando nel tempo che mi resta a disposizione dal lavoro e dai pannolini a dare una mano a livello locale, alzare la voce e coinvolgere la gente.
Prima o poi proporrò anche un incontro informativo sulle specie alloctone e sarete tutti avvisati (magari anche invitati chissà).

lunedì 31 agosto 2009

Bigger, Longer and Uncut, la madre di tutti gli Ailanto di Torino

Non capisco quale logica perversa possa portare a piantare e a mantenere in vita un'Ailanto, lasciandolo crescere e prosperare fino a raggiungere un'altezza di una ventina di metri e un diametro di un paio... sta di fatto che esiste.
L'ho visto, ho alzato un giorno gli occhi, perché la corteccia annerita da anni di smog mi aveva tratto in inganno, ho visto il più grosso esemplare di Ailanto che abbia visto fino ad ora, con la sua spavalda chioma che si allarga in tutte le direzioni, le sue foglie che garrule assorbono la luce del sole e i suoi polloni che lottano contro delle cannucce (Phragmites Australis).
Probabilmente è l'originatore dell'invasione della zona di Via Nizza, ma temo di poter fare poco contro questo gigante.

venerdì 28 agosto 2009

Anche il Miele....

Dalle parti di Mondovì è ormai talmente diffuso che un apicoltore ha prodotto anche il "Miele di Ailanto", che dicono essere particolarmente dolce.
Chissà se contiente residui dell'Ailantina...
Chissà se ha a che fare con la recente morìa delle api...

Io - Ailanto di Torino: 1 a 0!

Relativamente a questo post, in cui chiedevo l'intervento dell'Assessorato al Verde Pubblico, ho poi avuto risposta dall'Assessorato, in cui mi dicevano che conoscono bene le problematiche legate all'Ailanto ecc... ecc... ma che la zona che avevo segnalato io risultava di dubbia competenza, per cui non erano ancora riusciti ad intervenire.
Ieri mattina ci sono passato davanti (ci passo davanti tutti i giorni per lavoro, non per ossessione), e ho visto uno spettacolo inaudito: erano tutti (o quasi) rasati a zero con tagli precisi di motosega!
Questo non li fermerà, lo so, ma non mi fermo neanche io.
Anche perché poco più in là, con l'enorme tronco mascherato da anni di smog torinese, ho visto l'esemplare più grosso che mi sia mai capitato davanti, ma contro questo temo di poter fare poco, visto che si trova in una proprietà privata ...

mercoledì 10 giugno 2009

Anche sotto casa

Danna danna dannazione.
Tanto impegnato e tanto disperato nel vederlo crescere in ogni dove che non mi sono accorto di avercelo a 500 metri da casa.
Un bel giorno passo vicino ad un giardino protetto da un'alta siepe di Lauroceraso e cosa ti vedo spuntare tra le grasse foglie?
Ta-Dah! Anche in quel di Carmagnola l'Ailanto fa la sua apparizione, e mi chiedo da dove siano potute venire quelle due giovani ma già svettanti piante che fanno capolino curiose (fingiamo simpatia per avvicinarci e sterminarli meglio!)...
Alzo lo sguardo e lo vedo. Enorme, dal tronco robusto e dalla folta chioma, il "Paziente Zero", un Ailanto che ad occhio e croce avrà una trentina d'anni, a cinquecento metri in linea d'aria da casa mia.
Merda.
Come ho fatto a non accorgermene? Forse finora l'hanno sempre tenuto sotto controllo e subito mi viene in mente cosa potrebbe succedere se la casa rimanesse improvvisamente disabitata e il Paziente Zero e i suoi pargoli andassero improvvisamente a spandersi per tutto il circondario indisturbati.
Bisogna dire che è piuttosto centrale e i giardinieri - anche quelli della domenica - da noi sono piuttosto cattivi con le infestanti, per cui potrei anche evitare di scrivere o citofonare ai proprietari passando per un pazzo che pretende di ficcanasare nei giardini altrui... però una replica della lettera al comune di Torino adattata alla situazione locale e pubblicata anche sui giornali...

venerdì 29 maggio 2009

Azioni indirette

Non posso mettermi a sterminare gli Ailanto che trovo in luoghi pubblici, ho troppo rispetto per i beni comuni, per cui inizio con le segnalazioni a chi di dovere. In questo caso all'assessorato per il verde pubblico di Torino, visto che abbondano gli esemplari di Ailanto sui terrapieni del sottopasso del Lingotto... vedremo se ci sarà una risposta.

Questo il testo del fax che ho inviato (via Faxator, gran servizio!):


Spett.le   Comune di Torino - Assessorato al Verde Pubblico

 

Oggetto: Segnalazione diffusione arbusto invasivo – Ailanthus Altissima

 

 

Con la presente sono ad esporvi la mia preoccupazione in merito alla presenza di esemplari di Ailanto (Ailanthus Altissima) sui terrapieni del Sottopassaggio del Lingotto, questa specie decidua ha ora rimesso a nuovo la sua particolare chioma. 

 

Possiamo notare come la presenza di questi alberi nei suddetti terrapieni sia fonte di copertura di alcuni cartelli di segnaletica verticale del Sottopasso, oltre ad essere una potenziale minaccia per gli automobilisti e pericolo per gli impianti in zona. 

 

Questa specie è universalmente riconosciuta come infestante e dannosa per l'ambiente urbano data la forza delle sue radici e la sua estrema adattabilità , tanto che alcuni esemplari spuntano e crescono in crepe del marciapiede di Via Nizza come comuni infestanti erbacee.

 

Oltre a questo, è una minaccia per l’ecosistema locale in quanto soppianta prontamente altre specie grazie alle tossine allopatiche sprigionate dalle sue radici – oltre che dalla corteccia – e alla rapida crescita che lo porta presto in vantaggio nella competizione per l’irraggiamento solare.

 

Va inoltre aggiunto che nonostante la resistenza delle radici, il tronco è piuttosto esposto a rotture nel caso in cui venga sollecitato ad esempio da tempeste estive.

 

Sono quindi a sollecitare una eliminazione accurata di questi esemplari, i quali si riscontrano anche su Corso Moncalieri all'altezza del ponte Principessa Isabella: la rimozione deve essere effettuata accuratamente con la rimozione completa delle radici di ogni pianta, in quanto il solo taglio del tronco porta ad una veloce ricrescita di polloni dalla crescita incredibilmente rapida. 

 

Per ulteriori informazioni è possibile visitare la scheda del progetto DAISIE promosso dalla Commissione Europea, a riprova del fatto che il problema è sentito a livello internazionale:  http://www.europe-aliens.org/speciesFactsheet.do?speciesId=16970# e sono numerose le zone d’Italia in cui già da tempo si combatte contro questo infestante.

 

Resto in attesa di un vostro cortese riscontro,

Alessandro Piovano

martedì 31 marzo 2009

Nuove tecniche scoperte

Non appena potrò recarmi in loco - pannolini permettendo - dovrò applicare qualcuna di queste tecniche: